Nei giorni scorsi, IndyMedia ha fatto notare che c'è qualcosa di decisamente strano nei dati ufficiali relativi allo scrutinio delle schede elettorali. Per capire di cosa si tratta, vi prego di studiare il grafico che i volontari di IndyMedia hanno preparato. Lo trovate a questo indirizzo:
http://italy.indymedia.org/news/2006/04/1046017.php
Il problema è questo: in qualunque studio statistico affidabile, il grafico che presenta la distribuzione dei dati si presenta inizialmente molto “accidentato”, a causa dei contributi causali provenienti dal campione. Mano a mano che i dati si accumulano, il comportamento “medio” (o “collettivo”) dei dati si fa sempre più uniforme e lineare, questo perchè i dati tendono a compensarsi reciprocamente fino a “convergere” attorno loro valore medio.
Di questo comportamento statistico non c'è nessuna traccia nel grafico che mostra l'andamento delle preferenze durante lo spoglio delle schede. Si è partiti da una situazione sostanzialmente sovrapponibile ai risultati dei sondaggi degli ultimi sei mesi, e praticamente identica a quella fornita dagli exit poll e, mano a mano che lo spoglio procedeva, ci si è allontanati da questa situazione fino ad arrivare a quella finale che tutti ben conosciamo.
Vi prego di notare che non si tratta di un grafico “troppo bello per essere vero”. Si tratta di un grafico che descrive un fenomeno statistico completamente diverso da quello che era lecito e doveroso aspettarsi. Detto in modo più esplicito: in questo momento, una parte della sinistra si sta lamentando non “perchè il grafico è troppo bello” ma perchè il grafico descrive chiaramente l'effetto di una manipolazione dei dati.
Per il momento, però, continuiamo a considerare questo grafico come la testimonianza di una semplice “anomalia statistica”. Questa “anomalia statistica” è già difficile di per sé stessa da giustificare (chiedete ad amici e parenti che capiscono qualcosa di statistica per avere una conferma), ma diventa ancora più sospetta perchè si somma ad altri indizi preoccupanti. Il primo di questi indizi è il background storico-statistico con cui si è arrivati alle elezioni.
Per almeno sei mesi, tutti i sondaggi effettuati dalle agenzie specializzate per conto dei giornali hanno dato il centrosinistra di Prodi in vantaggio di circa il 5% rispetto al centrodestra di Berlusconi. Questi sondaggi sono stati effettuati nell'arco di sei mesi intervistando almeno una dozzina di diversi “panel” (gruppi di persone) composti da almeno 1000 elettori ciascuno. Questi sondaggi sono stati condotti con criteri di professionalità e serietà scientifica talmente elevati che qualcuno (giornali e partiti) è stato disposto a pagare profumatamente per averli. Tutti questi sondaggi sono stati condotti da terze parti che non avevano assolutamente nulla da guadagnare dalla vittoria dell'uno o dell'altro schieramento. E tutti questi sondaggi hanno sempre dato vincente il centrosinistra con un margine di vantaggio di circa il 5%.
Durante lo svolgimento delle elezioni, Nexus ha condotto un serissimo studio statistico su un campione di circa 60.000 elettori usando lo strumento degli exit poll. Anche questo studio è stato ritenuto talmente serio ed affidabile che qualcuno (RAI, Mediaset, il Viminale in persona, etc.) è stato disposto a pagare milioni di euro per avere questi dati. Su questo punto non c'è da stupirsi: anche se condotte su piccola scala e con criteri di campionamento statistico, gli exit poll sono sostanzialmente delle vere “seconde elezioni” di controllo. Ed anche questi dati hanno dato il centrosinistra in vantaggio per lo stesso 5% previsto per mesi da tutti i sondaggi.
Poco dopo, Nexus ha iniziato ad esaminare i dati ufficiali provenienti dai seggi. Sulla base dei primi campioni (corrispondenti a decine di migliaia di elettori), le previsioni erano ancora a vantaggio del centrosinistra per il solito 5% previsto da tutti, ma proprio tutti, gli altri studi negli ultimi sei mesi.
Alla fine, tuttavia quello che conta sono i dati ufficiali del Viminale. Stranamente, i dati del Ministero dell'Interno (Ministro Giuseppe Pisanu, Forza Italia) sono in evidente controtendenza rispetto a quelli che tutti, fino ad un istante prima, hanno ritenuto affidabili. Durante le estenuanti ore dello spoglio, il consenso del Popolo Italiano si sposta lentamente ma inesorabilmente verso il centrodestra e verso Silvio Berlusconi. Alla fine, per un pelo non vince il centrodestra. Posso solo immaginare le facce dei bookmaker inglesi ed americani che, per mesi, sulla base di studi e sondaggi di vario tipo, hanno sempre dato vincente Romano Prodi. Ed i bookmaker, lo ricordiamo, sono persone che scommettono i loro sudati euro su queste previsioni.
Si saranno sbagliati i sondaggisti? Tutti? Per mesi? Anche dopo aver avuto accesso agli exit poll ed ai primi dati ufficiali?
O non è piuttosto il caso che si sia “sbagliato” il Ministero dell'Interno? Dopotutto Giuseppe Pisanu è un esponente di Forza Italia che rischia di perdere la poltrona se vince il centrosinistra.
Si tratta, ovviamente, di un sospetto gravissimo ed infamante ma, purtroppo, il ministro stesso non ha mai fatto nulla per dissolverlo. Come ha puntualmente riportato Punto Informatico (http://punto-informatico.it/p.asp?i=58540):
Su tutte e quattro le società Diario polemizza e attacca: "Il nome più noto dell'azienda (Accenture, ndr.) è Gianmario Pisanu, partner di Accenture e figlio del ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu". "Sarà l'azienda di Gianmario Pisanu – continua Diario – a inviare i dati elettorali al Viminale dove li accoglierà, paterno, Giuseppe Pisanu (candidato di Forza Italia in Puglia)".
Come se non bastasse questo bruttissimo pasticcio, il Ministro Pisanu ancora adesso, a quasi una settimana dal voto, non si è sentito in obbligo di difendere pubblicamente il suo operato e quello dei suoi uomini.
Per farla breve, il sospetto di brogli elettorali messi in atto dal centrodestra di Sivio Berlsuconi ai danni del centrosinistra di Romano Prodi è semplicemente inevitabile. Se sia anche fondato, deve deciderlo la Magistratura (attraverso il normale controllo che viene fatto sull'intero processo elettorale).
Di certo, questo sospetto sta approfondendo ed allargando ancora di più la frattura che attraversa dolorosamente il nostro paese da quando, nei primi anni '90, Silvio Berlusconi ha raccolto l'eredità della Democrazia Cristiana e del Partito Socialista di Bettino Craxi.
Dopo aver visto Berlusconi all'attacco del centrosinistra per anni, con pesanti offese (“coglioni”) e drammatiche diffamazioni (“bambini bolliti”), dopo aver visto il comportamento di Berlusconi prima, durante e dopo le elezioni e dopo aver visto il grafico di IndyMedia, è inevitabile che molti di quei circa 24 milioni di Italiani che hanno votato per il centrosinistra ora debbano considerare questa destra, aggressiva e priva di scrupoli, un grave pericolo personale da cui difendersi.
Come spesso avviene in Italia, non resta che sperare nella forza e nella indipendenza della Magistratura.
Alessandro Bottoni